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  Nodulo Tiroideo Benigno  
 
 


Il
gozzo nodulare è la forma più frequente di patologia tiroidea, circa il 50% delle persone ha noduli alla tiroide.
GOZZO è il termine scientifico per definire qualsiasi aumento di volume della ghiandola. 
(20 g  4 cm x 2 cm).
Si parla di GOZZO NODULARE quando oltre all’aumento di volume abbiamo anche la presenza di uno o più noduli.
E’ una patologia nella maggior parte dei casi benigna, infatti il 95% dei noduli riscontrati sono benigni, solo il 5% presenta caratteri di malignità indipendentemente dalle dimensioni.
E’ generalmente asintomatica perchè non alterando la funzione tiroidea non ci sono sintomi che possono far pensare alla presenza di noduli, a parte quelli clinicamente evidenti.

DIAGNOSI:
è clinica ed ecografica.
Una volta individuato il o i noduli va eseguito l'ago aspirato ecoguidato per la diagnosi di natura.

L’ecografia è un esame altamente sensibile, non invasivo e ci fornisce informazioni esatte sulle dimensioni e sulle caratteristiche della ghiandola, sul numero, dimensioni e caratteristiche dei noduli. Pertanto risulta chiaro che per sapere se la tiroide contiene dei noduli non serve l’esame del sangue ma l’ecografia. Nella maggior parte dei casi gli esami sono perfetti e facendo l’ecografia emergono dei noduli. Questo è normale perchè il o i noduli non alterano generalmente la funzione della ghiandola. L’esame del sangue per il dosaggio degli ormoni tiroidei ci serve per capire come FUNZIONA la ghiandola.
L’ecografia ci serve per vedere COME E’ FATTA.
Il prelievo di sangue per il dosaggio ormonale e l'ecografia sono quindi esami complementari e solo con tutti e due possiamo sapere con certezza se la nostra tiroide presenta delle alterazioni:

- di funzionamento
-
della struttura
-
entrambe

CAUSE: 

  • FAMILIARI: predisposizione genetica
  • AMBIENTALI: carenza nutrizionale di iodio


Lo IODIO è necessario per la formazione degli ormoni tiroidei: ogni molecola di tiroxina contiene 4 atomi di iodio. Entra nell’organismo con l’alimentazione e viene assorbito dal tratto gastro-enterico. Noi viviamo in una zona a scarso apporto iodico quindi non introduciamo la quota necessaria che è di 150 ug al giorno.
Quando la tiroide si trova a dover produrre l’ormone con poco iodio a disposizione reagisce con una iperplasia cioè aumenta di volume.
Quando gran parte della popolazione subisce le stesse condizioni ambientali si ha il GOZZO ENDEMICO.
E’ un grave problema sanitario che coinvolge 1 miliardo di persone al mondo. E’ molto frequente in alcune zone montane ( Alpi, Himalaya, Ande) in Italia sono presenti focolai di endemia gozzigena lungo tutto l’arco alpino e appenninico ma anche in alcune zone della Toscana, Sicilia e Sardegna. Da qui la necessità di incrementare l’assunzione di iodio alimentare. Con la legge 55 del 21 marzo 2005 sono state finalmente approvate le disposizioni finalizzate alla prevenzione del gozzo endemico con la vendita al pubblico del sale iodato e il suo utilizzo nella preparazione e nella conservazione di prodotti alimentari. Con un DM del 29 marzo 2006 sono state stabilite le modalità di attuazione della legge. creare link

PERCHE’ IL SALE?
Purtroppo ancora molte persone sono convinte che il mare possa far bene o male alla tiroide per l’alto contenuto di iodio presente nell’aria. Va chiarito una volta per tutte questo punto: è vero che nell’aria delle zone costiere c’è più iodio rispetto alle zone interne della penisola. Però lo iodio entra nel nostro organismo solo tramite l’assorbimento gastro-enterico. Cioè lo assorbiamo solo se lo mangiamo. Da questo dato scientifico è nata la necessità di introdurlo per far fronte alla carenza nutrizionale di iodio con la supplementazione nel sale da cucina. Quindi al mare il nostro organismo ne assimila un pochino di più visto che entra più facilmente nel ciclo alimentare, acqua, frutta, verdura, pesce. Detto ciò si capisce che il clima marino non influisce in modo rilevante sulla funzione e sulla struttura della tiroide.


DIAGNOSI:

  • Esame clinico
  • Esami di laboratorio per definire il funzionamento:
  • - TSH, FT4, Calcitonina (per escludere il carcinoma midollare)

  • Ecografia del collo:

    - evidenzia noduli non palpabili

    - Identifica componenti solide in noduli cistici

    - Facilita l’esecuzione di agoaspirato

    - Permette lo studio delle strutture vicine

    - Permette il monitoraggio dei noduli benigni

    - Permette il monitoraggio dei carcinomi nel follow up post chirurgico

    - Evidenzia criteri di malignità

     

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  • Scintigrafia tiroidea se ci sono più noduli o se il TSH è basso
  • AGOASPIRATO ECOGUIDATO per la diagnosi citologica di natura nei noduli >1 cm o anche più piccoli se hanno caratteristiche ecografiche sospette (European consensus for the management of patient with differentiated thyroid carcinoma of the follicular epithelium)

DIAGNOSI CITOLOGICHE:

- NODULO COLLOIDEO

- TIROIDITE DI HASHIMOTO

- TIROIDITE SUBACUTA

- CARCINOMA PAPILLARE

- CARCINOMA MIDOLLARE

- NEOPLASIA FOLLICOLARE

- CARCINOMA ANAPLASTICO

- LINFOMA

- METASTASI DI ALTRI CARCINOMI


SOLO LA DIAGNOSI DI CARCINOMA FOLLICOLARE E’ DIFFICILE CON IL SOLO ESAME CITOLOGICO.
In questi casi di dubbio e’ necessario l’intervento chirurgico per chiarire la diagnosi.
LA SEZIONE  ISTOLOGICA E’ IN  GRADO  DI  EVIDENZIARE L’INVASIONE  CAPSULARE  E VASCOLARE  DELLA  NEOPLASIA E  FARE  DIAGNOSI  DI CARCINOMA.

 
TERAPIA:
si basa sull’uso dell’ormone tiroideo (L-Tiroxina) per tenere la ghiandola a riposo funzionale ed evitare stimoli sulla crescita.
Il trattamento con L-tiroxina va proseguito per molto tempo ma solo fino alla menopausa.
La terapia può essere chirurgica in caso di gozzo nodulare benigno ma di grosse dimensioni che può portare problemi alla respirazione e al transito esofageo dei cibi.

 

 
 
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