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  Ipotiroidismo  
 
 
 


Si tratta di una sindrome clinica e biochimica caratterizzata dalla carenza o assenza di ormoni tiroidei o dalla loro ridotta azione a livello dei diversi tessuti dell’organismo. E’ la forma più frequente di disfunzione tiroidea.

Esistono due forme:

PRIMITIVO quando la causa è legata alla tiroide
CENTRALE quando la causa è ipofisaria o ipotalamica (raro 1:20.000-60.000)

CAUSE DI IPOTIDOIDISMO PRIMITIVO:

1. PERDITA DELLA FUNZIONE:

  • TIROIDITE CRONICA AUTOIMMUNE
  • IPOTIROIDISMO AUTOIMMUNE da tiroidite del post-partum o da citochine
    (interferone α, interleuchina-2)
  • TIROIDITE SUBACUTA o INFILTRATIVA da sarcoidosi, amiloidosi
  • POST-IODIO-131
  • POST-CHIRURGICO
  • POST-RADIANTE da irradiazioni sul collo per patologie neoplastiche


2. DIFETTO DI BIOSINTESI E RILASCIO DELL’ORMONE:

  • CONGENITO
  • CARENZA O ECCESSO DI IODIO (amiodarone, contrasti iodati)
  • FARMACI: antitiroidei di sintesi,  LITIO

L’incidenza varia nei diversi gruppi etnici in base a fattori ambientali e geografici tra cui fondamentale il diverso apporto di iodio e le caratteristiche genetiche delle popolazioni.

PERDITA DELLA FUNZIONE:

  1. La tiroidite cronica autoimmune (Hashimoto) è la causa più frequente di ipotiroidismo. E’ una patologia autoimmune causata da auto-anticorpi in grado di
    • bloccare il recettore per il TSH
    • hanno azione citotossica sulle cellule tiroidee: anti-tireoperossidasi e anti-Tireoglobulina (anti-TPO, anti-Tg) che attaccano e distruggono le cellule tiroidee. Questo è un processo lento che porta nel corso degli anni a perdita graduale della funzione tiroidea.

  2. La tiroidite del post-partum è causata da una reazione autoimmune provocata da linfociti T e può regredire con ripristino della normale funzione tiroidea nel giro di alcuni mesi. Circa il 30% delle donne colpite da tiroidite del post-partum sviluppa un ipotiroidismo permanente entro 5 anni. Il trattamento con citochine come interferone α e interleuchina-2  in pazienti affetti da epatite C o tumori può causare ipotiroidismo in soggetti predisposti.

  3. Le tiroiditi subacute hanno una causa virale. Sono caratterizzate spesso da una tipica sintomatologia: dolore al collo, spesso irradiato alle orecchie, è il sintomo più importante; la ghiandola aumenta di volume, è di consistenza dura e molto dolente. Se trattata precocemente con steroidi difficilmente si instaura un ipotiroidismo permanente.

  4. Lo iodio radioattivo somministrato per ipertiroidismo da malattia di Graves o da gozzo nodulare tossico può indurre ipotiroidismo permanente in base alla dose di iodio somministrato e dalla capacità della ghiandola di captarlo.

 

 

DIFETTO DI BIOSINTESI E RILASCIO DELL’ORMONE:

IPOTIROIDISMO CONGENITO
L’ipotiroidismo congenito colpisce 1/3000 bambini nati vivi. Dal 1970 è stato attuato un programma di screening neonatale per la diagnosi precoce. A tutti i bambini appena nati viene fatto un prelievo per la valutazione della funzionalità tiroidea. Circa l’85% dell’ipotiroidismo congenito è provocato da anomalo sviluppo della tiroide: agenesia, ipoplasia, ectopia, per mutazione di geni coinvolti nella morfogenesi della ghiandola (TTF 1-TTF 2- PAX-8- NKX2-5). Nel restante 15% dei casi è causato da difetti nella sintesi degli ormoni tiroidei.

L’eccesso di iodio somministrato tramite mezzi di contrasto iodato o con farmaci fra cui quello di uso più comune è l’amiodarone, un potente antiaritmico. Il carico di iodio che entra così nell’organismo può determinare nel 30% dei soggetti un ipotiroidismo che potrà essere transitorio o permanente.

Il Litio usato per disturbi maniaco-depressivi, inibisce la sintesi e la secrezione di ormoni tiroidei.

 

CAUSE DI IPOTIROIDISMO CENTRALE:

  1. INVASIVE: adenomi ipofisari, craniofaringiomi, meningiomi
  2. INFARTI: necrosi ischemica del post-partum, apoplessia ipofisaria
  3. INFILTRATIVE: sarcoidosi, istiocitosi X, emocromatosi
  4. INFEZIONI: ascessi, tubercolosi, sifilide, micosi
  5. IATROGENE: chirurgia o irradiazione dell’encefalo
  6. TRAUMATICHE: traumi cranici
  7. AUTOIMMUNI: ipofisite linfocitaria
  8. ISOLATO: mutazione del gene per il TSH o del recettore del TRH
  9. FARMACI: dopamina, glucocorticoidi

 

L’Ipotiroidismo centrale è raro, ha una prevalenza stimata di 0.005% della popolazione generale. E’ causato da una ridotta secrezione di ormoni tiroidei dovuta a insufficiente stimolazione da parte del TSH ipofisario o del TRH ipotalamico. La tiroide in questi casi è sana ma non funziona perchè non stimolata.

 

SINTOMI

Chi soffre di questo disturbo accusa una serie di sintomi, con inizio lento e insidioso che determinano una riduzione delle performance fisiche e neurologiche: sonnolenza, astenia, aumento di peso senza apparente aumento dell'appetito, voce roca, depressione, perdita dei capelli, stipsi, bradicardia (battito del cuore lento), possibili versamenti pleurici o pericardici, parestesie di mani e piedi (alterazioni della sensibilità, con formicolii), intolleranza al freddo, menorragia (aumento della durata e dell'intensità del flusso mestruale), ipotermia e spesso anemia (in genere in forma lieve), ipercolesterolemia, apnee notturne, aumentata frequenza di aborti. Nei casi più gravi si può andare incontro anche alla cosiddetta "facies mixedematosa", caratterizzata dal tipico gonfiore del viso (a causa, soprattutto, di un aumento del liquido interstiziale presente nei tessuti cutanei) fino al coma mixedematoso.

 

DIAGNOSI

Alla diagnosi di ipotiroidismo, si arriva mediante dosaggio su sangue degli ormoni tiroidei e, in particolare, delle frazioni libere FT4 e della tireotropina (TSH). All'esame, l’FT4 risulterà inferiore alla norma o normale, mentre il TSH darà risultati più alti della media (a causa dell'asse ipotalamo-ipofisario, che per compensare la ridotta produzione di T3 e T4, aumenta notevolmente il rilascio di TSH per stimolare maggiormente la tiroide). Inoltre per definire la causa eziopatogenetica si dosano anche gli anticorpi antitiroidei anti-tireoglobulina e anti-tireoperossidasi.   

      

TERAPIA

L’obiettivo è quello di ripristinare una normale concentrazione di ormone tiroideo a livello dei tessuti periferici indipendentemente dalla causa di ipotiroidismo.
La terapia pertanto è di tipo sostitutivo, con l'assunzione di L-tiroxina sintetica che viene convertita in T3 dal fegato. La dose da utilizzare deve essere quella minima necessaria a riportare i livelli di TSH nella norma (tranne nei casi di ipotiroidismo secondario). Il dosaggio cambia da persona a persona per

  • la presenza di alcune variabili individuali:
  • peso corporeo
  • motilità gastrointestinale
  • effetto del cibo e sostanze come soia,calcio e ferro
  • malattie gastro-enteriche
  • farmaci: colestiramina, sucralfato, idrossido di alluminio
  • clearance renale
  • conversione metabolica da T4 a T3 nel fegato.

E’ consigliabile dosare periodicamente (ogni 6 mesi) il TSH e FT4 in quanto si verifica una progressione dell’ipotiroidismo.
Non ci sono effetti collaterali con l’uso di L-tiroxina se il dosaggio è adeguato. Il paziente che assume un corretto dosaggio di tiroxina tale da compensare perfettamente la necessità ormonale, non può avere sintomi di ipotiroidismo.

 
 
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